E’ online la nuova sezione di maturita.wordpress.com dedicata alla maturità 2007 per preparare senza problemi l’esame di stato: guide, le prove passate e tanto altro materiale…
Marzo 2, 2007
Terza prova
Modalità di svolgimento della terza prova all’esema di maturità.
L’obiettivo della terza prova è quello di realizzare un accertamento pluridisciplinare sulla conoscenza delle materie dell’ultimo anno di corso. La definizione della prova, nei suoi contenuti e nelle modalità, spetta alla commissione esaminatrice che seguirà le indicazioni espresse nel documento del consiglio di classe sui programmi e sulle attività didattiche messi in atto. Ecco la gamma delle modalità fra le quali scegliere per definire la prova:
1) Trattazione sintetica di argomenti: una serie di domande specifiche relative a un testo o la trattazione di un argomento significativo, anche a carattere pluridisciplinare, con l’indicazione del numero massimo di righe o parole utilizzabili.
2 )Quesiti a risposta singola: riguardano più materie e richiedono che il candidato formuli autonomamente una risposta, rispettando i limiti di estensione indicati dalla commissione. I quesiti possono essere di difficoltà graduata, quindi con valore differente ai fini dell’attribuzione del punteggio.
3) Quesiti a risposta multipla: possono concretarsi in vere e proprie prove strutturate su argomenti di tutte le materie dell’ultimo anno di corso. Il candidato sceglie tra più opzioni la risposta giusta.
4)Problemi a soluzione rapida: è una tipologia di prova che la commissione articola in relazione allo specifico indirizzo di studio e alle esercitazioni svolte.
5)Casi pratici e professionali: questa tipologia richiede una stretta correlazione con i contenuti del corso di studi e con le esperienze acquisite. E’ una metodologia didattica finora particolarmente diffusa negli istituti professionali e tecnici, può coinvolgere più materie ed è presentata con indicazioni di svolgimento puntuali che consentono risposte in forma sintetica.
6) Sviluppo di progetti: è una prova che richiede esperienza e si articola in base ai piani di studio della classe. Questa pratica didattica è già diffusa negli istituti tecnici e professionali, negli istituti d’arte e nei licei artistici, e nell’ambito di alcune sperimentazioni in atto anche in altri indirizzi di studio. Come si vede, la terza prova è un percorso strutturato che attraversa le materie studiate nell’ultimo anno. Si tratta di una prova pluridisciplinare che potrà assumere forme diverse, tra cui anche quella di una serie di domande con risposte multiple, ma non solo questo: comunque sta alla commissione scegliere tra le varie opzioni la tipologia di accertamento più consona alle caratteristiche della classe. La prova intende, pertanto, valutare le competenze acquisite dagli alunni di “quella” scuola, di “quel” corso, di “quella” classe: per questa ragione non viene formulata dal Ministero, valorizzando così l’autonomia didattica attribuita alle scuole dalla legge 59/97.
Marzo 2, 2007
La prima prova
Svolgimento della prima prova.
L’ obiettivo della prima prova scritta è quello di accertare la padronanza e la conoscenza della lingua italiana o della lingua in cui si svolge l’insegnamento. Con il nuovo modello di esame il candidato potrà scegliere tra più tracce, indicate dal ministero della Pubblica istruzione. Non saranno differenti solo nel titolo o nell’argomento, come era per le quattro opzioni della maturità, ma anche nello stile di scrittura richiesto. I tipi di prova indicati dal regolamento sono:
A) Analisi e commento, anche arricchito da note personali, di un testo letterario o non letterario, in prosa o in poesia (una poesia di Montale fino ad un passo di Pirandello), corredato da indicazioni che orientino nella comprensione, nell’interpretazione di insieme del passo e nella sua contestualizzazione.
B) Sviluppo di un argomento scelto dal candidato tra quelli proposti all’interno di grandi ambiti di riferimento storico-politico, socio-economico, artistico-letterario, tecnico-scientifico. L’argomento può essere svolto in una forma scelta dal candidato tra modelli di scrittura diversi: saggio breve, relazione, articolo di giornale, intervista, lettera.
C) Tema di storia : sviluppo di un argomento di carattere storico, coerente con i programmi svolti nell’ultimo anno di corso.
D) Tema di attualità: trattazione di un tema di ordine generale, tratto dal corrente dibattito culturale, per il quale possono essere fornite indicazioni di svolgimento. Le tipologie innovative rispetto al “vecchio” esame di maturità sono la prima e la seconda. La terza e la quarta corrispondono sostanzialmente al tradizionale tema di storia e di attualità.
Marzo 2, 2007
Il nuovo esame di stato: linee generali
Il nuovo esame di stato
Con la riforma Fioroni sono cambiati alcuni aspetti dell’esame di maturità. Sono state inserite misure come la reintroduzione dello scrutinio finale per l’ammissione all’esame e il ripristino delle commissioni miste col presidente esterno.
Commissione
Per quanto riguarda la formazione delle commissioni esaminatrice di ogni classe sarà composta per metà da commissari interni e per metà esterni, oltre al Presidente esterno al quale potranno essere affidate non più di due classi. Ogni due classi sono nominati un presidente unico e commissari esterni comuni alle classi stesse, in numero pari a quello dei commissari interni di ciascuna classe e, comunque, non superiore a tre.
Chi è ammesso?
Saranno ammessi tutti quegli studenti che avranno superato lo scrutinio finale e saldato i debiti formativi contratti negli anni scolastici precedenti.
I crediti
I crediti scolastici e i crediti formativi costituiscono un “portafoglio” di punti assegnato dal consiglio di classe che il candidato accumula nell’ultimo triennio e che contribuisce a determinare il punteggio finale dell’esame. Il punteggio dei crediti esprime: • la valutazione del grado di preparazione complessiva raggiunto da ciascun alunno nell’anno scolastico in corso, con riguardo al profitto e tenendo in considerazione anche l’assiduità della:
• frequenza scolastica;
• la frequenza dell’area di progetto;
• l’interesse e l’impegno nella partecipazione attiva al dialogo educativo;
• la partecipazione alle attività complementari ed integrative;
• eventuali crediti formativi.
Con la riforma Fioroni ossono essere assegnati fino a 25 crediti rispetto ai precedenti 20 crediti. Al termine dello scrutinio ogni alunno potrà conoscere il punteggio relativo al proprio credito scolastico. Tale risultato dovrà essere reso pubblico da ogni scuola.
Prove scritte
Le prove scritte previste dal nuovo esame sono tre. Le prime due sono predisposte dal Ministero e sono trasmesse ai presidenti delle commissioni il giorno stesso della prova. La prima prova scritta, che accerterà le capacità di uso della lingua italiana, prevede, oltre al tema tradizionale, anche altri tipi di scrittura. La seconda prova scritta, quella di indirizzo, rimane sostanzialmente simile a quella tradizionale. La terza deve invece essere autonomamente predisposta dalla commissione sulla base del documento del consiglio di classe ed è volta ad accertare la preparazione degli studenti sulle materie dell’ultimo anno di corso.
Valutazione finale
La valutazione finale è data dalla somma dei punteggi che ciascun candidato ha riportato nel credito scolastico, nelle tre prove scritte e nel colloquio. Il punteggio è espresso in centesimi. La soglia minima di sufficienza è di 60 punti. Il punteggio viene così articolato: • un massimo di 45 punti per le tre prove scritte • un massimo di 30 punti per la prova orale • un massimo di 25 punti per premiare il credito scolastico La commissione dispone inoltre di 5 punti di “bonus” per premiare gli esami particolarmente brillanti e ben riusciti, purché il candidato abbia conseguito almeno 15 punti di credito scolastico e 70 punti alle prove d’esame.
Marzo 2, 2007
Guida alla traduzione della versione di latino
1. Prima di aprire il dizionario è consigliabile leggere due o tre volte il brano, per avere un’idea dell’insieme, isolando con tratti di matita le singole proposizioni e sforzandosi di comprendere meglio possibile il senso e la struttura sintattica che caratterizza il testo (discorso diretto o indiretto; proposizioni finali, consecutive, relative, interrogative, ecc.).
2. Poiché in ogni periodo ci sono diverse proposizioni e ciascuna racchiude il suo verbo, occorre cercare in primo luogo il verbo della proposizione principale, che è l’unica sintatticamente indipendente, in quanto si regge grammaticalmente da sola e contiene il dato fondamentale del discorso, da cui dipendono tutte le altre, e sottolinearlo. Va tenuto presente che la proposizione principale non sta necessariamente all’inizio del periodo, ma può trovarsi anche nel mezzo o alla fine: sarebbe una grave imprudenza incominciare a tradurre una proposizione secondaria solo perché è posta all’inizio.
3. Dal verbo della proposizione principale (che qualifica il tempo in cui si svolge l’azione e il suo modo: reale nell’indicativo; possibile al congiuntivo; espressione di comando all’imperativo) posso risalire al soggetto (persona: 1°, 2° o 3°; numero: singolare o plurale), quando esso non sia di per sé stesso evidente (sempre al nominativo), e rendermi conto così di chi compie l’azione (verbo di genere attivo), la subisce (verbo di genere passivo) o la compie ricevendone direttamente gli effetti (verbo di genere medio o riflessivo). Il soggetto può essere costituito da un sostantivo, ma anche da una qualsiasi parte del discorso usata con valore di sostantivo (anche un’intera proposizione può fungere da soggetto). Non di rado capita che esso manchi, essendo sottinteso (per esempio un pronome) o trattandosi di un verbo impersonale.
4. Dopo aver individuato il soggetto, vediamo se nella proposizione c’è qualche altro termine al nominativo, quindi necessariamente riferito al soggetto: un attributo (aggettivo: concorda in genere, numero e caso), un’apposizione (sostantivo: concorda nel caso, talora anche nel genere e nel numero), un nome del predicato (es. “Il padre era felice”), un complemento predicativo del soggetto, cioè un aggettivo o un sostantivo grammaticalmente riferito al soggetto, che però completa il senso del predicato verbale (es. “Il padre viveva felice”), oppure un participio.
5. Stabilito dunque il collegamento fra verbo e soggetto della proposizione principale, si ritorna al verbo per esplorare il resto: se il verbo è intransitivo o di forma passiva, verifichiamo se sia accompagnato da un complemento predicativo del soggetto o se sia da solo; in tal caso cerchiamo un complemento che sia più di ogni altro collegato al verbo: per esempio con un verbo di movimento ci possiamo aspettare un complemento di moto da luogo (a, ab, e, ex, de + ablativo), un complemento di moto a luogo (in, ad + accusativo), o un complemento di moto per luogo (per + accusativo); se il verbo esprime un sentimento, cercheremo l’ablativo della cosa che suscita tale sentimento; qualora si tratti di un verbo composto, faremo attenzione al caso che regge la preposizione inserita nel verbo, verificando sempre sul vocabolario la costruzione di tale verbo.
6. Se il verbo è di forma passiva, cerchiamo subito il complemento d’agente, cioè la persona da cui è compiuta l’azione (a, ab + ablativo); se invece troviamo un ablativo semplice, è meglio non pensare ad un complemento di mezzo o di causa (il che potrebbe anche essere), ma vedere prima se non si tratti della cosa da cui, per così dire, è compiuta l’azione, cioè dal complemento di causa efficiente (es. “Il comandante fu ferito da una freccia”).
7. Se il verbo è transitivo (attivo o deponente) si proceda allora alla ricerca del complemento oggetto (che è sempre in caso accusativo), tenendo però presente che esso potrebbe anche mancare, o perché sottinteso nel contesto o perché il verbo è usato come apparente intransitivo.
8. Dopo aver individuato il complemento oggetto occorre procedere come nel punto 4, cioè verificare se nella proposizione ci sia qualche altro termine in accusativo che possa riferirsi ad esso: un attributo, un’apposizione, un complemento predicativo dell’oggetto o un participio.
9. Chiariti questi elementi fondamentali della proposizione in base ai nessi che tra essi intercorrono, si passa agli altri complementi, partendo da quelli che si riferiscono più da vicino al soggetto.
10. Un sostantivo al genitivo (complemento di specificazione) può avere valore soggettivo (es. “L’arrivo dei nemici”), oggettivo (es. “Il desiderio di gloria”), dichiarativo (es. “L’albero della palma”), possessivo (es. “Il cavallo dei soldati”), di pertinenza (es. “E’ [dovere] del console”), partitivo (es. “Uno dei soldati” – “Il più eloquente degli oratori”), di qualità (es. “Un giovane di grande coraggio”) o esprimere il complemento di stima (es. ‘MAGNI AESTIMARE = stimare molto’), di prezzo (es. ‘PLURIS VENDERE = vendere a maggior prezzo’), di colpa (es. ‘FURTI ACCUSARE = accusare di furto’), di pena (es. ‘DUPLI CONDEMNARE’), di età (es. ‘ADULESCENS QUINDECIM ANNORUM’). Naturalmente il genitivo può dipendere anche da aggettivi e da participi usati con valore aggettivale (es. ‘AMANS GLORIAE = desideroso di gloria’), nonché dalla costruzione particolare del verbo (es. ‘ROMANORUM INTEREST = interessa ai Romani’ – ‘AMICORUM MEMINI = mi ricordo degli amici’).
11. Un sostantivo al dativo (complemento i termine) può essere di vantaggio o di svantaggio (es. “Studiamo per la vita”), etico (es. “Stammi bene”), di possesso (es. ‘CONSULI SUNT MULTI AMICI = il console ha molti amici’), di fine (es. “Fu fissato un giorno per il colloquio”), d’agente (es. ‘AMICIS VIRTUS AMANDA EST = gli amici devono amare la virtù’). Anche con molti aggettivi troviamo il dativo (es. ‘UTILIS OMINIBUS = utile a tutti’ – ‘SIMILARI FRATRI = simile al fratello’ – ‘NECESSARIUS MILITIBUS = necessario ai soldati’).
12. A questo punto non resta che occuparci degli eventuali complementi in ablativo, con o senza preposizione, e di quelli in accusativo con preposizione. Ricordiamo però che si possono trovare degli accusativi senza preposizione che non sono necessariamente complemento oggetto: è il caso del complemento di tempo continuato (es. ‘ANNOS QUATTUOR = per quattro anni’) e dell’accusativo di relazione (es. ‘CAPUT ICTUS = colpito al capo’ – ‘NUDUS PEDES = coi piedi nudi’). Esistono poi particolari verbi che reggono l’accusativo, senza che si tratti di un complemento oggetto. Occorre infine tener presente che possiamo anche imbatterci in accusativi che non dipendono né da verbi, né da aggettivi e né da preposizioni, ma hanno valore avverbiale [accusativo avverbiale] (es. ‘ALIQUID = un po” – ‘NIHIL = per nulla’ – ‘MAXIMUM = al massimo’).
13. Dopo aver tradotto la proposizione principale si passa alla traduzione (essendo già stata eseguita l’analisi dell’intero periodo) delle eventuali proposizioni coordinate e delle proposizioni subordinate, applicando gli stessi criteri seguiti per la principale (verbo, soggetto, ecc.). Successivamente, nella costruzione italiana del periodo, vedremo se lasciarle al loro posto o, se necessario, ordinarle secondo un criterio che tenga però conto dei vari gradi di subordinazione.
14. Si ricordi che è UN GRAVE ERRORE INIZIARE A TRADURRE CERCANDO SUL DIZIONARIO UNA PAROLA DOPO L’ALTRA SECONDO L’ORDINE CON CUI SI SUCCEDONO NELLA RIGA: in questo modo, non solo è molto più arduo cogliere il senso, ma la costruzione latina può indurre a facili sviste, per non contare la difficoltà di scegliere a prima vista il significato giusto (tra molti) di un verbo di cui si ignora il soggetto (persona, animale o cosa?) e viceversa. Anche quando si procede facendo la giusta costruzione è bene tener presente i vari significati di ogni vocabolo.
15. Pur applicando questo metodo capita spesso d’imbattersi in parole che hanno molti significati, alcuni assai diversi: come scegliere? Solo il contesto, cioè l’insieme degli elementi della frase, può aiutarci: se è un verbo a costituire motivo d’incertezza, si annotano tre o quattro significati importanti (tenendo presente l’idea-base del verbo) e si passa a vagliare il significato del soggetto e, se c’è, dell’oggetto (è una persona o una cosa che subisce l’azione?). In base a questi due elementi sceglierò il significato più appropriato del verbo. E se fosse il complemento oggetto a voler dire più cose? In base al verbo e al soggetto determinerò il più plausibile. E così nel caso del soggetto. Ma se il resto della frase restasse comunque ambiguo? In tal caso non sarebbe proficuo insistere su una proposizione, perdendo troppo tempo: meglio lasciare alcuni significati provvisori scritti in matita e passare alle proposizioni seguenti, da cui verrà una smentita o una conferma dell’interpretazione, o comunque un chiarimento, in base al significato generale del brano.
Marzo 2, 2007
Guida alla tesina
Guida alla realizzazione della tesina per l’esame di maturità.
Una volta costruita la mappa concettuale (si consiglia di leggere prima questa guida: Guida alla realizzazione della mappa concettuale) dovrebbe essere relativamente semplicemente realizzare la tesina: essa, infatti, non è altro che lo sviluppo su carta delle idee già strutturate all’interno della mappa.
La tesina non è obbligatoria ma è comunque il biglietto da visita con cui ci si presenta alla commissione d’esame. E’ pertanto consigliata, anche perché la metà dei professori proverranno da altri istituti e utilizzeranno l’elaborato come primo metro di giudizio dell’alunno.
Il trucco sta nell’individuare un concetto o una tematica chiara e ben definita, così da trovarne i collegamenti e le espressioni nelle diverse materie scolastiche. Non improvvisate dei riassuntini di tutto il contenuto del corso, ma piuttosto scegliete un argomento specifico che vi ha interessato e svolgetelo nei dettagli.
Il primo passo per la realizzazione della tesina è rappresentato dall’indice. Snella ed efficace scaletta del lavoro d’ approfondimento, permette di non perdere il filo e di collegare tra loro le diverse tematiche.
E’ sulla base dei titoli dei diversi paragrafi indicati nell’indice che si svilupperanno gli argomenti correlati.
La tesina non deve essere necessariamente un elaborato cartaceo: potete ideare un prodotto multimediale, in cui ai contenuti esposti oralmente si accompagnerà la visione di un cortometraggio, o di un videoclip, o ancora l’ascolto o l’esecuzione di un brano musicale.
Si può pensare ad un progetto, specie se lo si realizza in gruppo.
Marzo 2, 2007
Guida alla realizzazione della mappa concettuale
Come realizzare una mappa concettuale per l’esame di maturità.
La mappa concettuale è uno strumento di visualizzazione grafica dell’informazione e della conoscenza: ideato negli anni ’70 da Joseph Novak, sviluppa dall’alto verso il basso un’idea centrale, secondo il sistema del passaggio dal generale al particolare e dal sovraordinato al sottordinato. Il suo scopo è quello di fornire una serie di informazioni in modo chiaro e ben strutturato.
La mappa concettuale è sicuramente lo strumento più efficace per la realizzazione di un lavoro di approfondimento o di una tesina e per questo è utilizzata all’interno della didattica e del colloquio di Maturità. Si presenta come una scaletta che raccoglie gli argomenti della tesina, e in cui ogni studente mostrerà le conoscenze acquisite durante l’anno, la propria capacità di analizzarli nei dettagli, la facoltà di riassumerli e di legarli agli altri secondo chiari canali multidisciplinari.
La mappa viene redatta dagli allievi, con l’aiuto degli insegnanti, nel corso dell’anno scolastico. Sarà poi consegnata alla commissione d’esame nei giorni precedenti al colloquio.
Non tutti gli argomenti della mappa concettuale devono essere approfonditi per iscritto: è a discrezione degli studenti realizzare una tesina sull’intero ventaglio di temi presentati, o piuttosto accennarne alcuni e completarne altri.
Ma come realizzare una mappa concettuale?
Il primo passo consiste nella ricerca di tutte le informazioni adeguate all’argomento trattato. Recatevi allora in biblioteca e domandate al bibliotecario una lista della bibliografia sul tema: leggetevi con cura l’indice di ogni opera, scartate i capitoli che non hanno attinenza con la vostra tesina e controllate solo le parti più utili. Utilizzate la risorsa telematica per avere maggiori dettagli: siti enciclopedici come Wikipedia o i portali faranno al caso vostro. Prendete appunti in classe ed evidenziate quelli che potrebbero essere utili alla mappa concettuale: copiateveli al computer e salvateli in una cartella ben in evidenza, così da non potervene scordare.
Il secondo passo consiste nella delineazione di ciò che volete comunicare.
Qual è l’oggetto del vostro ragionamento? Quali sono i concetti da cui parte e che si intende sottolineare? Quali sono le conseguenze delle vostre riflessioni e i legami che intrattengono con altre tematiche? E’ rispondendo a questi interrogativi che la mappa si configura come una risorsa dal grande valore didattico e formativo, dal momento che obbliga l’allievo a riflettere continuamente sulle proprie conoscenze, esortandolo a non perdere di vista il filo del discorso ma a seguirlo fino alla sua conclusione.
Marzo 2, 2007
Guida alla composizione del saggio breve
La guida indispensabile per la composizione del saggio breve all’esame di maturità
Il saggio breve si configura come testo di tipo argomentativo e informativo: l’autore affronta una particolare questione, dapprima presentandola in modo completo, poi esprimendo una tesi a riguardo, argomentandola a dovere. Per ovvie ragioni, l’elaborato non deve superare i limiti d’ampiezza imposti dalla prova di esame o dalle varie simulazioni.
Dopo aver letto attentamente la consegna (l’insieme di tutte le prescrizioni) della prova d’esame in questione, è opportuno passare all’organizzazione delle fasi di lavoro.
Bisogna prestare particolare attenzione al tempo a disposizione e la lunghezza massima dell’elaborato.
I fase (Pre-scrittura o bozza)
- Lettura e analisi dell’argomento da trattare; in alcuni casi, laddove specificato, al candidato è consentito selezionare il tema tra quelli proposti
- Lettura e analisi della documentazione fornita insieme alla consegna: è fondamentale avere una buona conoscenza della questione per affrontare la traccia in modo coerente e completo
- Scelta della destinazione del testo, in base alle sue finalità (descrivere un fatto o un fenomeno e dimostrare o smentire una o più tesi a riguardo)
- Scelta del registro linguistico adeguato (formale = colto, burocratico, informativo; informale = colloquiale) a seconda del destinatario. Generalmente, in una prova d’esame, è richiesto un registro linguistico ‘colto’ o ‘informativo’
- Prima elaborazione di una o più tesi e scelta delle informazioni utili allo sviluppo della tesi (ricavabili dai documenti di supporto)
- Prima stesura della ‘scaletta’
II fase (Scrittura vera e propria)
- Stesura dello svolgimento dell’elaborato, evidenziando tesi e antitesi
- Stesura dell’introduzione, presentando in breve il corpo del testo, costituito dallo svolgimento
- Stesura della conclusione, riassumendo i dati più significativi dell’intero elaborato
- Scelta del titolo da assegnare al testo complessivo
III fase (Rifinitura)
- Rilettura e correzione dell’elaborato
- Stesura della copia da consegnare, con opportuni accorgimenti grafici
- Rilettura definitiva
Caratteristiche del saggio breve
- Individuare all’inizio il nocciolo del problema, intorno al quale organizzare tutte le informazioni
- Rigore espositivo e argomentativo: cercare di convincere il destinatario con argomentazioni coerenti, ben organizzate secondo i principi di evidenza e razionalità, facendo attenzione ai rapporti di causa-effetto. Spesso è bene ricorrere, in modo sintetico, all’esemplificazione e al confronto tra dati diversi tra loro, per arricchire l’elaborato
- Coesione testuale mediante l’uso di connettivi, fondamentali nei passaggi logici da un’argomentazione all’altra
Marzo 2, 2007
Guida anti-stress per affrontare al meglio l’esame di maturità
- La preparazione deve essere completa ma non dovrebbero mai mancare momenti di riposo e di svago, necessari a recuperare preziose energie, fisiche e mentali. Evitare di studiare per troppe ore di seguito: pericolo ‘esaurimento nervoso’. Se può aiutare, studiare con alcuni compagni per sintetizzare meglio il lavoro e collaborare a vicenda .
- Negli ultimi mesi di scuola concentrarsi sulla materia d’indirizzo, su cui verterà la seconda prova, e sulle materie abbinate ai membri ‘esterni’ della commissione, che in genere si conoscono meno dei prof. ‘interni’.
- Nelle giornate degli esami (scritti o orale) evitare di farsi prendere dal panico o da eccessiva tensione, cosa che potrebbe compromettere l’ esito delle prove.
- Considerando che le valutazioni sono soggettive, cercare di assecondare le richieste della commissione e adeguarsi alla forma mentis dei prof. Con quelli ‘interni’ il gioco è fatto, mentre con gli ‘esterni’ il discorso sarà più complicato.
- Chiedere agli insegnanti il maggior numero di delucidazioni sulle tipologie delle varie prove, in modo da evitare spiacevoli sorprese in sede d’esame.
- Esercitarsi sulle simulazioni d’esame già svolte durante l’anno scolastico, dato che potrebbero contenere preziosi suggerimenti relativi alle varie prove scritte e orali .
- Durante l’esame orale, l’atteggiamento davanti alla commissione deve essere equilibrato: né troppo spavaldo né troppo timoroso. Infatti chi si presenta troppo sicuro di sé rischia di essere frainteso dalla commissione, che potrebbe interpretare tale atteggiamento come una sfida. Al contrario, chi appare troppo timido, dà l’impressione di essere poco preparato ed impacciato, cosa che non giova certamente alla valutazione. Il candidato, dunque, deve mostrarsi brillante, loquace, risoluto ma non arrogante, umile, sempre disposto al confronto e al dialogo con la commissione. E’ bene essere coerenti, puntuali, pertinenti. Se in alcuni casi la preparazione è lacunosa, puntare sui propri ‘punti forti’, sempre se il colloquio d’esame lo permette.
Marzo 2, 2007
Maturità 2007 le prove scritte: matematica allo scientifico, latino al classico
Latino al classico e Matematica allo scientifico. Ecco le tanto attese seconde materie scritte della prossima maturità. Il ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni ha annunciato le materie oggetto della seconda prova scritta della maturità e la composizione delle commissioni giudicatrici. Con le norme applicative della nuova legge sugli esami di Stato Fioroni ha così dato ufficialmente il via alla prossima tornata della maturità che rispetto all’anno scorso porterà una serie di novità. L’inquilino di viale Trastevere, oltre a diramare l’elenco delle materie su cui i ragazzi dovranno scervellarsi per venire a capo del secondo scritto, ha spiegato le novità che gli stessi studenti dovranno affrontare per conquistare il tanto agognato diploma.
Le materie. Mercoledì 20 giugno poco meno di 480 mila studenti saranno chiamati a svolgere, secondo una delle quattro tipologie previste dalla riforma Berlinguer (analisi del testo, saggio breve o articolo di giornale, tema storico e tema di attualità) la prova scritta di Italiano. Il giorno successiva sarà la volta del secondo scritto in programma che cambia secondo l’indirizzo di studio. Tra indirizzi ordinari e sperimentali si contano diverse decine di diplomi diversi e il lunghissimo elenco delle seconde materie scritte è disponibile sul sito www. pubblica. istruzione. it. A titolo di esempio i ragazzi del liceio linguistico dovranno affrontare la prova di lingua straniera e quelli dell’istituto tecnico commerciale lo scritto di Economia aziendale.
I commissari esterni. E’ la novità più temuta da studenti e genitori. Dopo cinque anni, tornano i commissari esterni. Il ministero della Pubblica istruzione ha seguito il criterio di affidare una delle due materie scritte predisposte dai tecnici ministeriali ad un commissario esterno e l’altra ad un prof interno. Delle restanti materie dell’ultimo anno due saranno assegnate a commissari esterni e per le altre due sarà il consiglio di classe a scegliere tra i docenti dell’ultimo anno. A titolo di esempio, al liceo classico i commissari esterni saranno i docenti di Latino, Matematica e Filosofia. Rimarranno volto conosciuti dai ragazzi, membri interni, i prof di Italiano di Lingua straniera e di una terza materia fra quelle specifiche dell’indirizzo: il Greco ad esempio.
La curiosità. Il ministro della Pubblica istruzione
Giuseppe Fioroni ha annunciato che quest’anno non sarà lui ad individuare le tracce delle prime due prove della maturità. I titoli dei temi, il problema di matematica, la versione di latino, dunque, non saranno scelte dal titolare di viale Trastevere, ma dalla sua vice Mariangela Bastico. “Avendo mio figlio che fa la maturità e mia moglie che insegna in una classe di maturandi- ha spiegato Fioroni- ritengo corretto astenermi dall’individuazione delle prove d’esame: ci sono sufficienti motivi d’opportunità e, del resto, non c’è procedura giuridica che preveda questo obbligo”.