Marzo 2, 2007...10:57 pm

Guida anti-stress per affrontare al meglio l’esame di maturità

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-    La preparazione deve essere completa ma non dovrebbero mai mancare momenti di riposo e di svago, necessari a recuperare preziose energie, fisiche e mentali. Evitare di studiare per troppe ore di seguito: pericolo ‘esaurimento nervoso’. Se può aiutare, studiare con alcuni compagni per sintetizzare meglio il lavoro e collaborare a vicenda .

-    Negli ultimi mesi di scuola concentrarsi sulla materia d’indirizzo, su cui verterà la seconda prova, e sulle materie abbinate ai membri ‘esterni’ della commissione, che in genere si conoscono meno dei prof. ‘interni’.

-    Nelle giornate degli esami (scritti o orale) evitare di farsi prendere dal panico o da eccessiva tensione, cosa che potrebbe compromettere l’ esito delle prove.

-    Considerando che le valutazioni sono soggettive, cercare di assecondare le richieste della commissione e adeguarsi alla forma mentis dei prof. Con quelli ‘interni’ il gioco è fatto, mentre con gli ‘esterni’ il discorso sarà più complicato.

-    Chiedere agli insegnanti il maggior numero di delucidazioni sulle tipologie delle varie prove, in modo da evitare spiacevoli sorprese in sede d’esame.

-    Esercitarsi sulle simulazioni d’esame già svolte durante l’anno scolastico, dato che potrebbero contenere preziosi suggerimenti relativi alle varie prove scritte e orali .

-    Durante l’esame orale, l’atteggiamento davanti alla commissione deve essere equilibrato: né troppo spavaldo né troppo timoroso. Infatti chi si presenta troppo sicuro di sé rischia di essere frainteso dalla commissione, che potrebbe interpretare tale atteggiamento come una sfida. Al contrario, chi appare troppo timido, dà l’impressione di essere poco preparato ed impacciato, cosa che non giova certamente alla valutazione. Il candidato, dunque, deve mostrarsi brillante, loquace, risoluto ma non arrogante, umile, sempre disposto al confronto e al dialogo con la commissione. E’ bene essere coerenti, puntuali, pertinenti. Se in alcuni casi la preparazione è lacunosa, puntare sui propri ‘punti forti’, sempre se il colloquio d’esame lo permette.

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